Imprese “energivore” e “non energivore”, arriva il Credito d’Imposta 2022

Bonus Imprese Prodotti Energetici

Nell’attuale scenario energetico nazionale lo Stato sceglie di sostenere le aziende al pari dei privati attraverso il riconoscimento dei Crediti d’Imposta (strumento del Bonus Imprese Prodotti Energetici), causa l’esoso innalzamento dei prezzi dell’energia.

È un’agevolazione introdotta dal Decreto Sostegni-ter sotto forma, appunto, di credito d’imposta sino al 25% per le spese sostenute dalle imprese per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel primo, secondo e terzo trimestre 2022 (in virtù degli aggiornamenti dei numerosi e recenti Decreti Legge: Decreto Energia n. 17/2022 – Decreto Aiuti n. 50/2022 – Decreto Ucraina Bis n. 21/2022).
Un vero e proprio contributo straordinario riservato a tutte quelle imprese che si differenziano per il loro elevato impatto dei costi energetici (elettrici e gas, rispettivamente imprese “energivore” e “gasivore”) rispetto all’attività svolta, nato appunto per garantire loro una compensazione parziale dei costi extra subentrati col caro energia.

Come poter accedere ai Crediti d’Imposta

È necessario che la media dei costi per KWh della componente energia elettrica relativi al secondo trimestre 2022, al netto delle imposte e degli eventuali sussidi, sia superiore del 30% rispetto alla media di quelli relativi all’ultimo trimestre del 2019.

Contributi analoghi, così come specificato dal Decreto Ucraina bis, a parziale compensazione per il consumo dell’energia prodotta e utilizzata dalle stesse imprese è riconosciuta anche la spesa di competenza del terzo trimestre 2022.
Alle imprese non energivore e non gasivore che soddisfano questo requisito è riconosciuto rispettivamente, ad oggi, un credito d’imposta pari al 15% e al 25%.

Credito d’Imposta, a chi si rivolge

L’aiuto economico è rivolto alle imprese cosiddette energivore (in particolar modo) e le imprese non energivore in diversa entità, differenziandosi a seconda della loro natura.

  • Chi sono le imprese non energivore?
    Si qualificano come “non energivore” le imprese che, rispetto alle “energivore”, sono “dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW”. Il credito d’imposta a loro dedicato è pari al 15%
  • Chi sono le imprese energivore (o energivori)?
    Sono invece considerate imprese “energivore”, o energivori, tutte quelle costrette a sostenere costi energetici elevati rispetto ai costi di produzione, a causa del loro eccessivo consumo energetico
    (come ad esempio le acciaierie). A decorrere dal 1° gennaio 2018 ,le imprese energivore si identificano in coloro che sostengono un consumo maggiore o uguale a 1 GWh/anno (1.000.000 di KW/h) al fine di consentire l’accesso alle agevolazioni.
    Lo Stato riserva loro invece un credito d’imposta pari al 25%.

Riepiloghiamo le misure introdotte dal nostro Governo a vantaggio delle imprese energivore e gasivore:

Periodo considerato del sostenimento della spesa

Tipologia di impresa

Credito d’imposta riconosciuto

2° e 3° trimestre 2022

Energivora/Gasivora

Dal 20% al 25%/del 10%
Non energivora

Dal 12% al 15% della spesa della componente energia

Come calcolare i Crediti d’imposta luce

Per calcolare il costo medio del kWh che determina l’aumento del 30% è necessario considerare il rapporto tra il totale della componente energia elettrica (in bolletta presente sotto la voce “spesa per la materia energia”) e il consumo effettivo.

Come utilizzare i Crediti d’imposta

L’Agenzia delle entrate offre due strade per poterlo utilizzare. Quest’ultimo infatti risulta essere un credito:
in compensazione che non concorre alla formazione sia del reddito d’impresa che della base imponibile Irap;
cumulabile con altre agevolazioni purché abbiano i medesimi costi ad oggetto e che tale somma non superi il costo sostenuto.

Le imprese dispongono delle seguenti opzioni:
1. In compensazione

Come già sopracitato, le imprese potranno utilizzare i crediti in compensazione, entro il prossimo 31 dicembre 2022, indicando il codice tribuito desiderato nella “sezione erario” del modello F24 (nella colonna “importi a “credito compensati” o “importi a debito versati” qualora l’impresa scelga di procedere al riversamento dell’agevolazione) tra quelli riportati nella tabella che segue:

Codice F24 Descrizione credito d’imposta

Ammontare del credito d’imposta

6960

Credito d’imposta a favore delle imprese energivore (primo trimestre 2022) – art. 15 del decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4 (risoluzione n. 13 del 21.03.2022) 20% delle spese

6961

Credito d’imposta a favore delle imprese energivore (secondo trimestre 2022) – art. 4 del decreto-legge 1° marzo 2022, n. 17 (risoluzione n. 18 del 14.04.2022)

25% delle spese

6966

Credito d’imposta a favore delle imprese a forte consumo di gas naturale (primo trimestre 2022) – art. 15.1 del decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4 (risoluzione n. 28 del 13.06.2022)

10% delle spese

 

6962

Credito d’imposta a favore delle imprese a forte consumo gas naturale (secondo trimestre 2022) – art. 5 del decreto-legge 1° marzo 2022, n. 17 (risoluzione n. 18 del 14.04.2022)

25% delle spese

 

6963

Credito d’imposta a favore delle imprese non energivore (secondo trimestre 2022) – art. 3 del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21 (risoluzione n. 18 del 14.04.2022)

15% delle spese

 

6964

Credito d’imposta a favore delle imprese diverse da quelle a forte consumo gas naturale (secondo trimestre 2022) – art. 4 del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21 (risoluzione n. 18 del 14.04.2022)

25% delle spese

 

6965 Credito d’imposta per l’acquisto di carburanti per l’esercizio dell’attività agricola e della pesca (primo trimestre 2022) – art. 18 del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21 (risoluzione n. 23 del 30.05.2022)

20% delle spese

(fonte: Agenzia delle Entrate)

NOTA: Al fine di poter utilizzare questa opzione, la presentazione del modello F24 dovrà necessariamente avvenire tramite i servizi telematici gestiti dall’Agenzia delle Entrate.

2. Cessione del credito

Qualora si volesse optare per lo strumento della cessione è necessario inviare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate, telematicamente, dal 7 luglio 2022 al 21 dicembre 2022 secondo le modalità definite da quest’ultima (clicca qui per leggere i termini definiti dall’AdE).

I futuri titolari del credito (i cessionari) potranno a loro volta utilizzarlo in compensazione tramite modello F24 (come già esplicitato nel punto precedente), indicando l’apposito codice tributo come da tabella seguente:

Codice Tributo

Descrizione

Risoluzione istitutiva

6960 Credito d’imposta a favore delle imprese energivore (primo trimestre 2022) – art. 15 del decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4 n. 13/E del 21 marzo 2022
6961 Credito d’imposta a favore delle imprese energivore (secondo trimestre 2022) – art. 4 del decreto-legge 1° marzo 2022, n. 17 n. 18/E del 14 aprile 2022
6966 Credito d’imposta a favore delle imprese a forte consumo di gas naturale (primo trimestre 2022) – art. 15.1 del decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4 n. 28/E del 13 giugno 2022
6962 Credito d’imposta a favore delle imprese a forte consumo gas naturale (secondo trimestre 2022) – art. 5 del decreto-legge 1° marzo 2022, n. 17 n. 18/E del 14 aprile 2022
6963 Credito d’imposta a favore delle imprese non energivore (secondo trimestre 2022) – art. 3 del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21 n. 18/E del 14 aprile 2022
6964 Credito d’imposta a favore delle imprese diverse da quelle a forte consumo gas naturale (secondo trimestre 2022) – art. 4 del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21 (risoluzione n. 18 del 14.04.2022) n. 18/E del 14 aprile 2022
6965 Credito d’imposta per l’acquisto di carburanti per l’esercizio dell’attività agricola e della pesca (primo trimestre 2022) – art. 18 del decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21 n. 23/E del 30 maggio 2022

(fonte: Agenzia delle Entrate)

I prezzi del mercato libero, secondo le previsioni future, continueranno purtroppo a crescere. Motivo per cui è fondamentale monitorare il suo andamento e soprattutto effettuare confronti con le offerte disponibili così da valutare un eventuale cambio fornitore (che ricordiamo essere gratuito).

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